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Drugo del Korova MilkBar
Data registrazione: 15-02-2008
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ROMA - "Sono francamente sorpreso" dalla lettera dei parlamentari della Pdl che chiede al governo di non mettere la fiducia sul disegno di legge sicurezza. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, intervenendo nel corso del programma 'Mattino Cinque' su Canale 5. La norma, ha ricordato il ministro, "é stata introdotta dal Senato con l'approvazione all'unanimità della Pdl e non c'é mai stata intenzione da parte del governo di mettere la fiducia sul ddl: si tratta di un provvedimento complesso che vogliamo sia discusso dal Parlamento. Per questo l'iniziativa dei 101 mi pare strana". Maroni non ha quindi escluso che la lettera sia legata a fibrillazioni interne alla maggioranza. "Ogni volta che si avvicina un congresso - ha osservato - e quello del Pdl è importante perché porta all'unione di due partiti, ci sono fermenti. Non vorrei ci fosse dietro una cosa del genere. Chiedo che su questi temi si discuta nel merito, senza strumentalizzare per fini politici".
Maroni ha poi ribadito che il ddl non introduce alcun obbligo dei medici a denunciare i clandestini. "Noi - ha sottolineato - togliamo il divieto di denuncia che esiste solo in Italia. Poi, chi vuole denunciare lo fa, chi non vuole non lo fa". Il ministro ha quindi bollato come "falsità" l'ipotesi che con l'introduzione del ddl i figli di clandestini non possano essere registrati all'anagrafe. "Si tratta di una errata informazione - ha detto - messa in giro per fare polemica". ROMA - Alessandra Mussolini guida 101 deputati del Pdl all'assalto della norma che obbliga i medici a denunciare gli immigrati clandestini. L'arma è una lettera al governo per chiedere di non porre la fiducia sul ddl sicurezza. L'iniziativa divide il centrodestra e irrita il presidente del Consiglio. Anche perché in molti, soprattutto nella maggioranza, pensano che si tratti dell'ennesimo braccio di ferro tra il presidente della Camera Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi o comunque di una rivolta anti-Lega. "Mi sono sentita più volte con Fini - assicura la Mussolini ai cronisti che l'assediano in Transatlantico ogni volta che esce dall'Aula tra una votazione e l'altra del federalismo fiscale - e vi posso garantire che lui condivide la mia posizione". Non certo la raccolta di firme, si affrettano a spiegare in ambienti della presidenza di Montecitorio, ma "é vero - si conferma - che Fini abbia non pochi dubbi" sulla norma dei 'medici-spia'. E' stato proprio lui, infatti, a dirlo apertamente a "Porta a Porta" qualche giorno fa. Ma la Mussolini conta anche su altri autorevoli sostegni: "C'é un'asse istituzionale - avverte - tra me, come presidente della commissione Infanzia, Fini e il Quirinale. Con Napolitano ho parlato nei giorni scorsi e lui ha dimostrato di essere sensibile alla necessità di non penalizzare donne e bambini". Quella di oggi, scherza, "é la carica dei 101 per evitare un errore imperdonabile". Il ddl Sicurezza, ora all'esame delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali, trasformando la clandestinità in un reato, obbliga i medici, in veste di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio a denunciare i clandestini. Anche perché è stata cancellata, sempre nello stesso ddl, la norma che impediva esplicitamente ai dottori di 'fare la spia' sui clandestini. "Credo sia un classico caso di voto di coscienza - osserva una delle firme, Gaetano Pecorella - pertanto sarebbe sbagliato chiedere il voto di fiducia". Prevedere il reato di clandestinità, incalza un'altra 'supporter' della Mussolini, Margherita Boniver, "significa mettere nelle mani dei giudici la politica di contrasto all'immigrazione clandestina, visto che in Italia c'é l'obbligatorietà dell'azione penale". Berlusconi, comunque, non gradisce l'iniziativa. Tanto che i vertici del gruppo Fabrizio Cicchitto e Italo Bocchino si dissociano subito dalla lettera e 'bacchettano' i 'dissidenti'. Mentre Jole Santelli (Pdl) si affretta a dire che il "90% dei sottoscrittori non ha nemmeno capito di che si trattava". Una "bella strigliata" viene fatta alle giovani leve firmatarie, come Barbara Mannucci, che dopo raccontano abbia pianto "per l'intero pomeriggio". Le chiacchiere comunque, taglia corto il leader della Lega Umberto Bossi, stanno a zero, visto che "il testo resta così com'é. Non mi risulta che ci saranno cambiamenti". La lettera, maligna il capogruppo Roberto Cota, "evidentemente è figlia di manovre interne in vista del congresso del Pdl, ma non va bene strumentalizzare un argomento così importante e delicato come la sicurezza". La mossa della Mussolini, infatti, non piace affatto al Carroccio anche perché in troppi vi leggono un segnale di rivolta contro la politica leghista sulla sicurezza. Non è possibile, osserva Benedetto Della Vedova (Pdl), che ci sia "un appalto della Lega sui temi della libertà". Nel centrodestra, insomma, spiegano alcuni sottoscrittori - tra i quali compaiono i nomi di Santo Versace, Gabriella Carlucci, Antonio Martino, Mario e Antonio Pepe, Enrico Costa, Manlio Contento, Valentina Aprea, l'ex cognata di Berlusconi Mariella Bocciardo, Fiamma Nirenstein, Mario Landolfi, Gennaro Malgieri e Lucio Stanca - c'é una sensibilità sui diritti civili diversa da quella del partito di Bossi e questo "va detto una volta per tutte". Per discutere dell'accaduto il gruppo convoca a breve una riunione. Ma la Mussolini ostenta sicurezza, "Fini condivide la mia posizione. Lui - afferma sorridendo - è la mia malattia. Alla fine sempre lì vado a finire". Fonte: [Solo gli utenti registrati possono visualizzare il link. ] |
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